Motociclisti: strana meravigliosa gente!

Il papà di uno di noi che ora non c’è più… il papà di un “angelo” ci ha definiti così:

Mi foglio mi aveva tanto parlato di voi, ma a dire il vero non lo avevo mai ascoltato più di tanto, ma essendo un gran “testardo” me li ha voluti far conoscere uno ad uno, questi ragazzi e ragazze meravigliose da abbracciare e baciare come se fossero tutti figli miei, immersi in quelle loro tute complete di pelle, con i loro tatuaggi, con i caschi dai colori sgargianti, tutti veri DURI!

Gente che su strada non abbassa mai lo sguardo!

Ma provate ad alzare quelle visiere scure da marziani e troverete occhi splendidi, puliti, gonfi di quelle lacrime vere in cui puoi annegare ed arrivare fino in fondo alla loro anima per vedere com’è candida, occhi che solo la gioventù più sana può avere. Provate poi a togliergli quelle tute di pelle e troverete al loro interno dei bambinoni innamorati della vita, delle scorribande in amicizia, dei week end con bistecche e salsicce, ma che hanno ancora tanto bisognosi di un padre, di una madre, che li prenda per mano quando la sorte inizia a giocare così duro…. Si perché anche alla sorte piace giocare, e quando inizia, le cose si posso fare molto difficili da controllare.

Si, è vero.. in moto si muore, capita… può capitare ad ognuno di noi… ci si fa male… tanto male.

Ma quanta di quella fantastica vita si trasforma in ricordi bellissimi, in attimi eterni, in risate così piene di gioia da far tornare il sole anche in una fredda e piovosa giornata di novembre?!

Parlate con ognuno di loro… fatevi raccontare un giro, un aneddoto o una curva. Perdetevi in quello sguardo che comincia a scintillare come quello di un bimbo che scopre la vita per la prima volta, perdetevi nelle risate, perdetevi nel sorriso che, spontaneo, stira gli angoli del viso e distende la fronte.

Parlate con ognuno di loro… e chiedetegli cosa sarebbe di lui se un giorno dovesse rinunciare a questa passione… e adesso preparatevi a sentire l’urlo del silenzio.

Preparatevi a vedere quello sguardo di bimbo diventare quello di un marinaio costretto a vivere a terra con il mare in vista o di un pilota di aerei che guarda il cielo ancorato a terra…

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Già, in moto si muore, ma ora credete di poterli capire? Riuscite a vedere quello che vedono loro? Io non credo, non ancora almeno…

Chiedete allora di farvi portare ad un raduno, ad una scampagnata o in un giro in compagnia.
Bagnatevi di pioggia scrosciante che vi penetra fino alla biancheria intima, che entra nelle ossa.
Lasciate che il freddo vi punga fino a farvi lacrimare.
Lasciate che il sole tenti di liquefarvi mentre indossate l’ immancabile tuta di pelle rigorosamente nera;
o semplicemente provate a chiedergli di fermarsi così, senza nessun motivo apparente per strada accostandosi al margine della carreggiata. Così, per stupirvi un po’. In quell’istante fermi sul ciglio della strada, noterete quanti automobilisti non vi degneranno di uno sguardo e quanti motociclisti si fermeranno per offrirvi aiuto, compagnia, un semplice passaggio al più vicino distributore anche se esso si trovi a svariati km o un posto nel proprio box per la moto e un pasto caldo per voi mentre aspettate i soccorsi.

Fatelo, e allora, solo allora arriverete a sfiorare l’essenza di essere Motociclista…

In moto si muore, è vero… ma non esiste modo migliore per vivere il tempo che ci è concesso… e se ancora non lo avete capito beh, lasciate perdere, non lo capirete mai.

Ma se un domani mentre andrete a mare con la vostra famiglia automobilisticamente corretta e precisa, dovesse sopraggiungere uno di loro su una moto e vedreste vostro figlio girarsi di scatto e salutare sbracciando come un pazzo, beh, rinunciate a capire anche quel bambino.
Lui che nella sua incoscienza vede in LORO quella scintilla che voi non siete stati capaci di scorgere… e se vedere il Motociclista ricambiare il saluto, beh, non c’è nulla di strano sapete?

Tra angeli in terra ci si saluta sempre, ma questo, chi ha perso le ali, non lo ricorda…

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